mercoledì 3 settembre 2008

Vorrei le giornate da 50 ore nette (dovendo dormire le 8 ore umane standard)

Succede che in questo periodo mi chiedo perchè sto scrivendo su questo blog. Intendo il motivo per cui lo faccio. Ho iniziato, qualche mese fa, con l'intento preciso di aiutare i futuri concorsisti per l'aeronautica militare (si, si scrive così rozzi italianoti, non areonautica). Certo lo spirito del blog è cambiato radicalmente dopo il mio fallimento (e relativa, non indifferente, incazzatura).
Ho modificato
le mie prospettive su tutti i campi, anche se la mia passione è rimasta -e chissà se un giorno su un aereo finalmente ci salirò- e ho deciso di continuare a scrivere, di creare un mio piccolo network, essenzialmente per tenermi informato su questo mondo che, non riesco ancora a capacitarmi del perchè, mi attira sempre di più. Ho scoperto cosa sono i feed ed ho cominciato a leggere ogni giorno qualche post di più. Hanno cominciato dopo pochissimo tempo (e devo dire che fa veramente piacere) ad arrivare le prime mail che da una parte chiedono informazioni sulle cose che ho scritto, dall'altra mi criticano su qualcos'altro, e i primi commenti. Ho cominciato a farmi un'idea sulla blogsfera e su chi la abita.
Ho scoperto che alcuni ragazzi (beh, ragazzi è una parola... :P ) che ascoltavo assiduamente (al posto di studiare) su radio2 hanno blog molto interessanti. Mi sono ritrovato stupito a scoprire che, dopotutto, sono persone normalissime, e mi sono pure ritrovato esterrefatto nel rendermi conto che avevano un poco rotto, con il loro weblog, quel legame di fervente curiosità che lega un ascoltatore allo speaker; con i loro numerosi post giornalieri, distillando qualcosa in più di quella semplice oretta di programma che lasciano ogni pomeriggio nell'etere, si mostrano in modo decisamente diverso.
Di qualche blogger (che peccato non esista il femminile... bloggeressa non mi piace troppo) mi sono innamorato, qualche blogger lo odio profondamente, anche se continuo a leggerlo, qualcuno non mi sta troppo simpatico e mi sbellico dal ridere nel leggere le idiozie che scrive.
Beh, in ogni caso ho divagato troppo, mi stavo chiedendo perchè scrivo.
Avevo pensato di scrivere le mie opinioni sul mondo, sull'Italia, su qualunque cosa, ma mi sto accorgendo che ci sono troppe persone che scrivono ogni giorno le stesse cose in centinaia di post -perchè alla fine, a prescindere da tutto, i blogger dominanti più o meno la pensano in modo simile- e allora, anche dopo aver letto un illuminante post di Picchu, mi son detto che l'unico motivo per cui avrei dovuto scrivere era come esercizio di stile (che parolone, però vabbè, mi piace!). Effettivamente scrivere mi piace e mi è sempre stato detto che scrivo bene, il mestiere del giornalista mi affascina, forse anche a causa della mancanza di giornalisti seri in codesto scandaloso paese ed, infine, non sono effettivamente abbastanza professionale da scrivere un blog serio.
Beh, alla fine non ho deciso nulla, ma mi sono chiarito le idee, che in questo momento, vi assicuro, vagano nel mio cervello senza meta precisa. La ground lassù sta impazzendo e tra l'università che comincia, i troppi concerti che incalzano, gli amori che vorrei e che forse, chissà, boh.., le decisioni importanti che devo prendere, e la voglia di cominciare a studiare, e il pianoforte, e il conservatorio, e il gruppo, e la tastiera, e Cubase nuovo, e il lettore mp3 che se l'è fregato mio fratello, e la canoa...
E' un desio, è veramente un desio.

1 commento:

juliet ha detto...

è un desio meraviglioso mio mic, meraviglioso...;-))